"fictscio" o realtà?
Facciamo un passo indietro e partiamo da un evento televisivo che ha cambiato irrevocabilmente le nostre vite e che ancor oggi è oggetto di battute, citazioni e venerazione. In sala prove, in furgone, di fronte all’ennesima birretta.
No, non è la diretta della discesa (falsa?) di Armstrong sulla luna. Anche perché noi – benchè oggi già ampiamente "-enta" – all’epoca ancora non dimoravamo in questo bel mondo di serial auditelman e guardie e ladri giurati.
Trattasi di un "seminale" servizio di Enrico Lucci, un paio di anni fa a "Le Iene". Che credo – e spero per le vostre tristi vite – vi sia noto e abbia folgorato anche voi. Sto parlando di una sua incursione nel romanissimo mondo degli aspiranti VIP. Cafone e discretamente laido, fatto di feste in discoteche e salotti di serie B, con personaggi di serie C, aspirazioni che neanche tra i dilettanti e volgarità da squalifica a vita.
Un mondo in cui tutti sono amici di tutti (specialmente quando è il momento di millantare conoscenze altolocate) e tutti, ma proprio tutti tutti, stanno facendo "cose importanti" (specialmente "fictscio"). Per non parlare di ciò che dicono di avere in carnet e che mai si realizzerà.
Insomma, se questo mondo puzzone e ruspante vi è noto, sapete anche chi ne è il re indiscusso: quel personaggio impresentabile che è Toni Randine, scovato e santificato abilmente da Lucci, cui saremo grati fino alla fine dei nostri giorni per l’illuminante rivelazione.
Vi chiederete perché vi ho raccontato tutto questo.
Perché a chi – come me – è "torinese inside", un mondo come quello sembra davvero distante anni luce. Da queste parti il massimo di "vippismo" che ti può capitare è di intercettare Mark Iuliano che si compra un cd stracciamutande alla Fnac o di essere invitato al party "esclusivo" per la chiusura delle riprese di "Sospetti 3" (tutto vero). Di incrociare Eva Herzigova in Piazza Vittorio – dove si dice dimori col nuovo fidanzato sabaudo – non se ne parla neanche.
Da qui, il mondo dei salotti leopardati romani lo si guarda con spirito folkloristico e – ammettiamolo – con superiorità.
Ma soprattutto sembra un mondo a parte, nascosto in club privé e case ancor più privé, che se non ti ci vai a infilare non incontrerai mai sulla tua strada casa-lavoro-salaprove-casa. Un mondo un po’ "fictscio" insomma, per dirla con le parole del sommo Toni.
Non penseresti mai che possa toccare la tua vita banale e tantomeno di poterne verificare l’autenticità.
Ma poi, quando meno te l’aspetti, succede…(tranquilli, nessun Perturbazione si è fidanzato con una velina, tantomeno quella sabauda)
Ieri – 28 aprile – ero a Roma. Mi ritrovo nell’ora di punta su un bus carico di ascelle pezzate e borse della spesa, dalle parti della Torre Argentina. Un cazzo di cagnolino che pesa mezz’etto – inversamente proporzionale alla stazza della sua padrona – continua a saltarmi addosso. La padrona fortunatamente no, ma la sua enorme avvenenza mi pressa in un angolo. Dentro di me, smadonno. Ma poi accade l’imprevedibile. Squilla un cellulare a pochi centimetri di distanza.
"Sciao carisssimo! Si, Scesare mi hadddetto che me avresti chiamato. Vabbene per il casseting luneddì. Te consijo de andà a vvedè ‘l mio sito, ce stanno ‘nsacco de cose. Eppoi quest’anno hoffatto ‘nsacco de cose ‘mportanti: tre fictscio e so’ ‘ndato ‘n tivvù, da Costanzo abbuona domeniga".
So cosa state pensando e purtroppo vi devo deludere: non era Toni Randine (se lo fosse stato, sarei caduto in ginocchio e mi sarei tramutato all’istante in Bernadette). Era uno tra i suoi tanti cloni, decisamente più belloccio e con parecchie chance in più, ci tocca ammetterlo.
Chi è?
"scè anche la gggalleri de foto molto bbelle. L’indirizzo è vùvvvùvvvvvù alexrizzo punto itte"
Ripresomi dall’emozione, dopo aver finalmente scoperto che la fictscio è realtà, tanto che la puoi incontrare così per caso, su un bus qualsiasi, mi precipito a Fiumicino, dove il finimondo (con tanto di urla, risse sfiorate e bestialità umane assortite) avvolge i malcapitati, causa sciopero Alitalia.
Qui, a rafforzare la mia sconvolgente scoperta, incrocio in rapida successione Carmen Consoli (sciattissima, versione "appena uscita dalla lavatrice") e Alessia Merz (al contrario, in versione…sì, proprio quello che state pensando).
Ma loro ce l’hanno "già fatta" e quell’aria – al tempo stesso triste e entusiasta – da cane randagio pronto a piazzare la zampata, in cerca di (presunto) successo e spaghetti al nero di seppia a casa di Marta Marzotto l’hanno già abbandonata da tempo.
E il mio desiderio di vippismo di serie B (e fictscio) è ormai già appagato.
Grazie Alex, vado sul tuo sito e mi scarico una "bbbella foto" da mettere sul mio "desktoppe".
stefano - perturbazione
Chi l'ha visto?
Vi prego, ditemi che avete visto lo speciale su Pupo in onda ieri sera intorno a mezzanotte su Rai 3!
Io ne sapevo poco di lui ma sono rimasto realmente sorpreso. Se Fedor Dostoevskij buonanima fosse ancora tra noi, ci avrebbe scritto la sua biografia e Pasolini ci avrebbe fatto un film. Praticamente bigamo, impenitente giocatore d'azzardo, ristoratore fallimentare, fautore di un'economia domestica post-fordista, eterno infedele, amico delle ultraottantenni e contemporaneamente delle ventenni. Lo voglio sul nostro prossimo disco (50 euro o meglio se gratis, Pupo, non ne abbiamo i mezzi...) se non altro per la serata che si prospetterebbe dopo le registrazioni (la cena te la posso anche offrire io). E poi uno cresce con i gossip stile Rockstar, Rolling Stones e quant'altro...
Per assomigliargli un pochino Marilyn Manson si deve rettilizzare gli occhi con conseguente perdita di decimi e iniettare finti seni cistomorfici non oso immaginare con quale dolore.
L'avete visto?
gigi - perturbazione
TUTTI IN PIAZZA?
Organizzare una manifestazione su richiesta di coloro che, teoricamente, terrorizzano il mondo occidentale con attentati non è forse mettere a loro disposizione una possibilità di carneficina su un piatto d'argento?
cristiano - perturbazione
Hate full of hollow
L'odio e' necessario per amare. Su questo sono abbastanza d'accordo: non c'e' bello senza brutto, intelligente senza stupido e cosi' via. Certo e' che il brutto ha senso solo per giustificare il bello, l'odio in se' non ha alcun motivo di esistere e non puo' diventare un gioco. Non mi riferisco alla guerra, non ai pestaggi da stadio e neanche alle scaramucce da forum di musica rock italiana.
Mi riferisco alla carica che la polizia ha fatto a Melfi:
Sacconi, chiamato in causa così pesantemente, insiste: "La rimozione del blocco illegale in atto da ben sette giorni è a questo punto non solo giusta ma necessaria per salvare il gruppo fiat dal collasso produttivo e quindi finanziario". E ancora: "Insisto a ritenere che la modernità del paese passa per la sconfitta politica di questo tipo di sindacato".
E ci risiamo con la modernita' che giustifica la repressione!
Mi riferisco all'operazione che i militanti della Lega Nord hanno fatto scattare in Liguria, dove hanno bloccato 3 tir che portavano rifiuti dalla Campania. Rifiuti che la Liguria aveva accettato di smaltire per aiutare la regione intasata nei mesi precedenti da rifiuti che non trovavano collocazione. (ma e' stata solo un'operazione dimostrativa per chiedere garanzie alla regione 'di non accogliere altri rifiuti dalla Campania')
cristiano - perturbazione
Eravamo quattro amici al bar
Così, con questo spirito ci viene descritto il quadretto dei quattro italiani rapiti. Rispettando il dolore e l'apprensione privata che non si nega a nessuno, veniamo a conoscenza dei preoccupati genitori del presidente(?) della Presidium, con sede alle Seychelles di cui si può leggere la "mission" (e già che ci siete, date uno sguardo ai servizi) Così come di un operatore della Misericordia di Prato, "cachato" in Google anche per altri motivi (il Circolo è all'interno di AN), legittimissimi ma, chissà perchè, omessi da qualsiasi fonte mediatica. Poi si scopre da Vespa che fare il buttafuori nelle discoteche può diventare anche l'anticamera per essere chiamati da società che "operano per la difesa". Una di queste, che opera anche per la nostra sicurezza (osservate il mirino in alto a sinistra, spostatevi finchè siete in tempo), nega di essere coinvolta in questa vicenda benchè tutti, giornali e televisioni, sostengono che almeno uno dei quattro lavorasse per loro. Ma in che mondo ho vissuto fino a oggi? Nella speranza che nulla accada di grave ai quattro italiani e ai civili iracheni di cui purtroppo non conosciamo nomi e cognomi, sorgono spontanee due domande. Cosa succede REALMENTE in Iraq? Cosa succede REALMENTE in Italia?
gigi - perturbazione
Ker - Messe
Un biglietto d'ingresso al Frankfurt Music Messe costa ben 20 euro. Io, da buon italiano, sono entrato "di sgamo", grazie alla presenza come standista di un amico di un amico. Partenza venerdì, cena a Basilea dove ho rivisto una mia cara amica e il suo sposo tedesco, ripartenza alla volta di Heidelberg (se vi capitasse mai, fateci un giro, è stupenda). Pernottamento, sveglia assassina e arrivo a Francoforte di mattina. E qui inizia il calvario. L'esposizione è così grossa che per arrivare da un salone all'altro la gente usa dei rulli traposrtatori. Il provincialismo di cui sono imbevuto scoppia come la primavera. Ci sono in un salone tutte le chitarre del mondo e penso ad ogni istante che per essere qui, il primo amico che ho menzionato ha anticipato i soldi del viaggio che non avrei avuto tutti insieme. La gente paga in contante con biglietti da 500 euro. Dopo due o tre ore, invece di guardare gli strumenti, guardo perterra, non si sa mai...
Naturalmente non trovo niente di significativo, eccetto una borsa Pearl che regalo alla figlia del mio amico.
Mi sono rimasti in mente:
- il salone dei pianoforti, a coda e non, dove ognuno può sedersi e strimpellare a piacimento. Ne esce un tormento dodecafonico costante che sarebbe interessante registrare e riproporre come esperimento sonoro presentato con la massima serietà (qualche recensore lo si troverebbe a buon mercato...).
- tre donnine spogliate -capello lungo biondo, corpo interamente pittato, quinta abbondante, seno probabilmente non rifatto, non ci giurerei- che ballano impudiche (ed è un eufemismo), ingabbiate, a ridosso di alcuni modernissimi spettacoli laser con le più nuove tecnologie a disposizione (salone dell'impiantistica per locali e discoteche, indovinate quale delle due opzioni riscuoteva più successo)
- delle fantastiche ukulele elettriche perchè ho vinto la vergogna di provare e semidatedueotrebuoninumeriallottogiurochemelacompro
- il vastissimo salone 5.0 dedicato aggli amplificatori e alle chitarre elettriche. Avrei voluto portarvici tutti. Che spettacolo. Sembrava che tutti i ragazzetti metallari del mondo fossero radunati lì. Stessa situazione dodecafonica dei pianoforti, solo che invece di signorine giapponesi, bambini prodigio occhialuti e ingiaccati, madame londinesi, qui erano tutti impegnati in gare di assoli improbabili, da tendinite da tunnel carpale e in scuotimenti di testa, roba da collare e riscossione del premio assicurativo dopo la simulazione di un incidente.
- una banda di paese solo ottoni con un batterista uscito direttamente da un film altamente erotico tedesco anni '70 nell'eroica impresa di suonare dei riadattamenti di Bacharach, roba da pelle d'oca.
- i rulli trasportatori
- le chitarre elettriche e acustiche cinesi da spingere Thurston Moore all'onanismo
- l'aver passato due giorni e mezzo a non dover sempre girare la manovella
- la povertà artistica di alcuni gruppi che si sono esibiti in una mega arena (poteva esserci qualcosa di piccolo?), brutte copie di Peter Gabriel, e lascio quindi immaginare quanto possa essere bestiale al quadrato questa combinazione
- il racconto degli standisti dell'incontro onirico-metafisico con il padrone della Fuji in persona e aneddotistica varia che si può raccogliere in quattro giorni di esposizione.
p.s.
Francoforte è ormai un'accozzaglia di grattacieli di banche e gli abitanti sono un lontano ricordo, un riflesso sfocato sulle vetrine dei negozi, come si può fare a non fare diventare così anche i luoghi in cui viviamo?
gigi - perturbazione