CAMICIE NERE
Sentita per caso, qualche settimana fa, questa canzone idiota. All’inizio speravo fosse per caso. Ma poi non era più per caso. Si chiama La camisa negra. Autore un certo Juanes. Magari è famosissimo, ma io non so chi è. La musica latina terrona è un fatto inoppugnabile, purtroppo. Come il caro benzina. Come le cacche di cane. Come il bagnodoccia che si rovescia nella borsa per lo sport. Come la frutta gettata nei cassonetti per la raccolta vetro. La musica latina esiste. Trionfa. Se leggete un giornale come Billboard vi rendete conto di quanto siamo ignoranti. Non abbiamo idea di chi siano star planetarie latine che in America e Sud America vendono milioni di dischi. Io vivo anche senza, ma già sento le urla che si levano in difesa: mi fa solo tristezza (eccezion fatta per la nostra amica, laPaola, che balla a Modena La tortura vestita da Shakira: in un posto che non ricordo ma frequentato solo da sessantenni e tardone che molestano i marocchini che frequentano il locale probabilmente allo scopo di farsi molestare). Mi ricorda che è quasi settembre è che più d’uno avrà deciso quest’anno d’iscriversi a qualche corso post lavorativo (con grande venerdì sera in compagnia di colleghi e amici) di balli sudamericani. All’inizio pensavo scherzassero. Mi dicevo: ma davvero mettono in onda questa roba, le radio? Qualcuno (Linus, tipo) ci scherzava su, e ogni volta che parlava di AN metteva su il pezzo. Camicia nera. Ora il pezzo purtroppo va in onda anche per conto suo, senza Fini e i colonnelli. Vero è che in musica (come del resto nella vita) non c’è mai fine al peggio. E non riuscendo a darmi una spiegazione ne ho azzardata una abbastanza affascinante. Sentite qua: a un certo punto questo giovanotto canta qualcosa come: “Ho una camicia nera, perché nera è la mia anima”. Che bella frase, però. Un po’ una minchiata, ok, però ci si ferma un istante a ragionarci su. Esattamente quel genere di frasi dietro cui uno perdeva la vita, a sedici anni. Già, che la stessa frase la pronunciò, tale e quale, vent’anni fa, proprio Morrissey. Ora finalmente mi spiego perché l’ex cantante degli Smiths riscuote così tanto successo in Sud America.
rossano - perturbazione
Grecia - 2005
pensierini
Poiche' da Bari io e Elena abbiamo traghettato le nostre membra verso la Grecia, mi trovo in questo momento in un internet point insolito, a due passi dal mare, gestito da un signore di dubbia moralita' e due ragazze carinissime, una giapponese e l'altra occidentale. Vi scrivo queste righe perche' magari qualcuno e' al lavoro in questi giorni e noi, per forse la prima volta abbiamo avuto l'opportunita' di farci un viaggio in un posto che non avevamo mai raggiunto e magari non si prova solo rabbia a sapere che invece qualcuno e' solidale. Siamo sul secondo dito del Peloponneso e anche la tastiera da cui scrivo e' piena di simboli che mi stanno quasi per diventare familiari. Ordinare due cose, per esempio due maiali arrosto (che si dice 'pork') equivale ad una bestemmia, perche' due qua si dice 'dio'. Per questo si va avanti ad insalate... Il cielo di notte e' pieno di stelle che ci siamo dimenticati. Il caffe' e' un rituale e non un rito del nostro nervosismo. Purtroppo in una spiaggetta c'e' un pazzo che con il satellite capta rete 105 e oggi ho risentito Nek. E sebbene mi piaccia reputarlo (Nek) persona perbene, in vacanza preferisco di gran lunga l'altro lido in cui diffondono Bacharach e Theodorakis a palla. I nostri compagni di viaggio sono Arturo, Gina, Ermes e Chiara. Ermes si chiama cosi' perche' e' di origini venete. Con la Gracia non c'entra un fico. Sarebbe come essere filippini e farsi un viaggio in Italia con un amico che si chiama Mario perche' in una regione della 'Filippinia' e' uso dare nomi 'strani' ai figli. La composizione e' la seguente: un filosofo mancato, una violoncellista, un idraulico, un'impiegata, un geologo e una studiosa dell'arte medievale piemontese. La Repubblica si trova ma e' quella di un giorno prima e questo delay ci rende quasi felici. Gli inglesi giocano a racchettoni sotto il sole tutto il giorno e sono francamente rompipalle. Per questo alterniamo giorni di spiaggia a gite. Abbiamo visitato Sparta e ho fatto la follia: comprare un bouzouki. So gia' che al ritorno i miei compagni di gruppo mi prenderanno per il culo. Kalimera non e' una frase di un pezzo di Tony Esposito ma qui lo usano per salutarsi. Saluti da Stoupa. etharistos sas.
gigi - perturbazione
Ci sono giorni che vivere è una merda
(altri, fortunatamente, no!)
Eccoci. Aprrofittando del computer portatile di Emanuele, vecchio compagno di scuola di Tommaso che ci è venuto a trovare a Guardia Sanframondi, scriviamo qualche riga a notte fonda, dal circolo Maurice, sorseggiando il cocktail omonimo (consigliato dai Disco Drive) dopo il concerto di questa sera. Gli allibratori hanno vinto. La lite è scattata dopo un quarto d'ora dalla partenza. Gigi e Tommy. Ma come al solito è rientrata dopo poco tempo. Stiamo 'rotolando verso sud' e domani ci aspetta la Puglia. Tutti questi concerti sono stati finora diversi ma intensi e sono stati occasione per nuove esperienze che con un pò di calma magari racconteremo (ora c'è il 'Maurice' da finire, per l'occasione all'ananas). Salutiamo tutti i lettori, ben consci dell'inutilità di questo post ma avere un computer portatile sottomano e una connessione gprs(xvdc/7 o forse...) ci fa sentire tutti figli di un dio maggiore.
Ossequi - perturbazione