Comunicato
Modena, 7 ottobre, Teatro Storchi
Ore 21.00
(ingresso gratuito)
Come sono state raccontate le città italiane dalla canzone italiana negli ultimi 30 anni? Le città viste dal basso ve ne darà in parte risposta. Ovviamente non si potranno prendere in considerazione tutti i brani che hanno avuto come tema conduttore una città, ma buona parte.
All’interno della manifestazione chiamata “Due giorni per raccontare la città” (promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e da HoldenArt) i Perturbazione mettono in scena uno spettacolo accompagnati da alcuni ospiti d’eccezione:
- Manuel Agnelli (Afterhours)
- Francesco Bianconi (Baustelle)
- Offlaga Disco Pax
- Emidio Clementi (Massimo Volume, El Muniria) Tutti gli artisti in questione non si sono mai ritrovati assieme sullo stesso palco. Il concerto sarà perciò un unico, lungo racconto, in cui si alterneranno canzoni e reading musicali, alcuni dei quali attraverso un lettore virtuale esclusivo: Alessio Bertallot. Brani di ieri e di oggi. Rivisitazioni sonore di luoghi che le canzoni hanno immortalato e nuove cartoline sonore. Tranci di storie unite, come detto, da un denominatore comune: le città, cuore pulsante di tutto l’avvenimento. A rendere il tutto ancora più affascinante, il luogo ove si svolgerà lo spettacolo: il Teatro Storchi di Modena.
+++ULTIMA ORA:+++
E' uscito il mensile XL con l'annuncio della presenza di Samuel dei Subsonica a Modena. Non godendo per il momento del dono dell'ubiquità il 7 ottobre sarà impegnato con i Subs ad Acireale. Smentiamo quindi la notizia e ci atteniamo al comunicato qui sopra, confermandolo.
Terrorismi psicologici
1) Il Ministero della Sanità ha dichiarato rispetto all'influenza aviaria:
(...) Al momento, la sua trasmissione è stata dimostrata soltanto da animali infetti all’uomo ed è correlata al contatto stretto con animali vivi (...)
Che ne sarà di lui?
2) Da un pò di tempo (un anno e mezzo) appaiono sui quotidiani delle inserzioni pubblicitarie abbastanza strane e un pò menagrame da parte di questa fondazione. Chi la sponsorizza? In Francia si sono già posti la questione. Il fantomatico registrant del sito non appare neanche sulla guida telefonica francese eppure domina una campagna pubblicitaria diffusa in tutta Europa a suon di comprature (pardon per il neologismo) di spazi pubblicitari. Il tenore delle dichiarazioni è più o meno il seguente, apparso ad aprile (ora che ho ricercato se ne sono accorti anche in Italia...). Oggi, per la cronaca ne è apparsa un'altra, l'ennesima...
3) A Milano ci sono state le prove generali di un attentato. 30 le vittime simulate. A Sarno, per un'alluvione furono 137. A quando una simulazione di alluvione?
4) Per i maschietti: attenzione a chi avete vicino quando digitate "Edvige Fenech" o "Nicole Kidman nuda" sui motori di ricerca. Qualcuno potrebbe accorgersene
gigi - perturbazione
Stavolta ci chiudono...
Il CICAP, per chi non lo sapesse è un'organizzazione che si occupa di fare seriamente quello che Striscia La Notizia fa per distogliere l'attenzione sulle malefatte del governo. Smaschera i falsi maghi, i trucchi, i fenomeni paranormali millantati per veri and so on. Da piccolo ero appassionato del fenomeno (morbo che mi sono portato appresso ancora oggi, ma forse accomuna tutti i chitarristi, da Jimmy Page a George Harrison. "E Alex Britti?" mi domanderete. Ma smettetela di cercare sempre le contraddizioni e seguitemi!).
Così decisi di prendere in biblioteca Viaggio nel mondo del paranormale di, ahimè, Piero Angela, convinto che il libro contenesse quanto il titolo mi andava a presagire. Invece no! Uri Geller era un impostore (di diverso avviso il grandissimo Jon Ronson, leggetevi Capre di Guerra che in realtà si chiamerebbe The men who stare at goats, un pò meglio, no?), i fantasmi non esistevano, gli UFO erano un'impostura. In due parole: il paranormale non esiste, chi ne parla o lo pratica è un gran truffatore, l'eterno femmineo è Margherita Hack. Io non ci volevo credere. Che noia un mondo tale! Vissi la mia adolescenza con passo incerto in un mondo senza babbinatale, gesùbambini, fantasmiformaggini e omettiverdi.
Ora, dovete sapere che il CICAP offre un milione di euro a chi riuscisse mai a dimostrare l'esistenza del paranormale, da un'idea dell'illusionista James Randi. A parte che, se leggete il bando di concorso, c'è del materiale per un ciclo di film più divertenti di quelli di Paolo Villaggio, detto questo, ho un suggerimento.
Ieri Joseph Ratzinger, iniziali J.R. (Geiar vi dice qualcosa?) ha convocato gli esorcisti di tutto il mondo. Perchè non si prende quel bel milioncino di euro alla faccia della famiglia Angela e non li dona in beneficenza oppure li passa sottobanco a Milingo per pagare gli alimenti?
Forse perchè, e qui il mio pensiero vola in alto, verso il grandissimo sito de I Dentici, durante le cerimonie di esorcismo è uscito uno dei demoni contenuti nella figura papesca, direttamente dalle mani di Stefano Disegni. Chi si ricorda lo Scrondo?

P.S.
Il sito del CICAP è interessante, almeno quanto quello di Nexus, per farsi un idea, alle volte
gigi - perturbazione
RIFIUTI
Ovvero: quando il cittadino s’incazza. O meglio: quando il cittadino smette di incazzarsi ed è semplicemente incredulo.
Oggetto del contendere: un grande classico, cioè il pagamento di una tassa; quella dei rifiuti solidi urbani, a Torino.
Qualche giorno fa, come ogni anno e come capita ad ogni cittadino/contribuente, mi è stata recapitata la cartella per l’esenzione della tassa sulla raccolta rifiuti.
Il fatto è che dove abito da anni ci sono problemi enormi per quanto riguarda lo “svolgimento del servizio” (per cui si pagano le suddette tasse). Trattandosi di una via stretta, non ci sono gli ordinari cassonetti (i più vicini sono a 500 metri, se non di più); ciò non vuol dire che non ce ne stiano di più piccoli (richiesta scritta che ho già fatto almeno un paio di volta negli ultimi anni, senza successo, of course). Questo significa che dopo settimane di appostamenti notturni (perché nessuno si è mai degnato di segnalarlo), sono riuscito a capire che l’immondizia viene raccolta il lunedì e il giovedì mattina. Di conseguenza – invece, come capita a tutti, di scendere sotto casa e buttare con scioltezza un sacchetto nell’apposito cassone – mi è toccato comprare un bidone da tenere nel cortile, dove devo gettare i miei rifiuti, per poi ricordarmi tassativamente di metterli fuori dal cancello la domenica e il mercoledì sera. Altrimenti il cortile si riempie di sacchi accumulati e, specialmente d’estate, la puzza si fa sentire. Questo è il primo problema. Poi capita anche che a volte non passino a prendere i rifiuti nei giorni stabiliti e succede che a passare sono i cani randagi che dilaniano i sacchi, spargendo l’immondizia per la strada. E chi raccoglie e pulisce? Io, naturalmente. Ma non finisce qui: il losco figuro – con tutto il rispetto per il suo lavoro, ma rimane un tipo strano – addetto alla mia zona, spesso: a) se ci sono due sacchi, chissà perché ne lascia uno lì (e arrivano i soliti cani); b) se i sacchi sono pesanti, ne svuota in strada parte del contenuto! (giuro, l’ho visto tornando a casa da un concerto, una mattina molto presto). Aggiungeteci poi che i bidoni per la raccolta differenziata sono lontanissimi (a 1 km circa) e quasi sempre stracolmi; differenziare equivale quindi a un discreto sbattimento. E poi c’è un ulteriore paradosso: tutto questo accade in una zona a dir poco “residenziale”, tutt’altro che una periferia degradata dove ci si potrebbe aspettare una situazione come quella sopra descritta.
Ecco, questo è il quadro (che si ripete, nonostante numerose telefonate di segnalazione e protesta, senza nessuna conseguenza utile, da otto anni). A questo punto la domanda è: perché devo pagare la tassa per il servizio di raccolta rifiuti esattamente come una qualsiasi altra persona che scende sotto casa e ha cassonetti e raccolta differenziata?
Quest’anno ho deciso che fosse ora di risolvere finalmente il problema, e così, armato da un responsabile e fermo senso civico, ho telefonato al numero indicato sulla cartella di esenzione delle tasse. Naturalmente non era compito loro occuparsi di tali problemi ma dell’AMIAT, perché loro “applicano normative” (primo rifiuto, ma non “solido urbano”). Quindi ho chiamato l’azienda “preposta” (come dicono in burocratese), che mi ha detto che “sì, no, certo, ma…” forse era meglio contattare la mia circoscrizione. Detto, fatto (secondo rifiuto). Sono riuscito anche a parlare col presidente della circoscrizione. Che mi ha detto che “sì, no, certo, ma…” avrei dovuto raccogliere firme, ecc. ecc. (ma chi cazzo ce l’ha il tempo di farlo? E soprattutto: io ho un problema e ho diritto ad essere ascoltato anche in qualità di singolo cittadino, visto che pago la tassa rifiuti) e che dovevo rivolgermi all’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) del Comune di Torino. Detto, fatto (e terzo rifiuto). As usual: “sì, no, certo, ma…” forse era meglio contattare l’URC (Ufficio Relazioni con i Cittadini) della segreteria del sindaco. Detto, fatto (indovinate? quarto rifiuto). Qui mi hanno detto che il sindaco ascolta i cittadini e che si può segnalare a lui il problema (confermo: il sindaco di Torino – incredibile ma reale esempio di efficienza sabauda - riceve, su prenotazione, i cittadini in udienza il sabato mattina, e partecipa anche a una trasmissione radiofonica molto seguita, in cui risponde alle telefonate della cittadinanza).
Colpito da cotanta fortuna, ho subito richiesto un’udienza col primo cittadino, cui ho avuto il privilegio di poter donare il mio voto. Wow, che emozione! Forse riuscirò ad averla, forse no. Forse con Chiamparino diventeremo anche amici e, dopo l’udienza, andremo a bere un chinotto o a veder giocare il Toro. Ma non è questo il punto.
La riflessione è: possibile che in una delle più grandi città italiane, quella high-tech delle Olimpiadi del 2006, se hai un problema banale come un disservizio nella raccolta rifiuti non esista una sola persona in tutto l’apparato pubblico che sia preposta a darti ascolto e devi parlarne con il sindaco in persona???!!!!
Questo accade nel mio paese d’origine, un paesello di poche anime in Langa; e a Torino funziona allo stesso modo? E Chiamparino non ha niente di meglio da fare che ascoltare le mie grottesche lamentele sui cani randagi che mangiano i pannolini sporchi di mia figlia???
stefano - perturbazione
Blu notte - misteri d'Italia
Dal sito della Polizia di Stato, seguendo vari link sono giunto alla frase, in basso a destra: "Dov'è il poliziotto di quartiere?". Ve li ricordate? I bobby amici dei commercianti e delle vecchiette, una sorta di rivisitazione scoutistica delle forze dell'ordine, tanto propagandati? Ebbene, cliccando sulla frase stessa, appare un errore 404, pagina non trovata. Si tratta solo di un 'broken link' oppure è un oscuro presagio dell'estinzione di questa categoria? Perchè io non ne ho mai visto uno. E voi?
"Dall'inizio dell'anno più di 4 milioni di contatti realizzati con commercianti, imprenditori, istituzioni locali e gente comune", ha proseguito De Gennaro, "ma è soprattutto sul piano della percezione della sicurezza che si deve verificare l'efficacia del servizio". Ha comunque sottolineato che "la gente comune e le varie categorie socio-produttive hanno decisamente apprezzato la presenza del poliziotto e del carabiniere di quartiere".
Non mi sento così sicuro in uno stato in cui
"Oggi sono 622 i quartieri pattugliati e quasi 3000 i poliziotti e i carabinieri a piedi impiegati nel servizio."
"quasi 3000" persone spariscono senza notizia.
Avranno fatto fare a loro la fine di Boutcha, l'imam di Torino tanto amato dal simulacro di Oriana Fallaci?
gigi - perturbazione
Toccatemi tutto, pure il Breil, ma non gli strumenti!
Riportiamo integralmente la lettera aperta dei Disco Drive. Organizzeremo presso i nostri banchetti un cappello simbolico per chi volesse donare anche solo un euro. Faremo pervenire nelle mani dei tre il ricavato. No missioni Arcobaleno o affini. Ci conosciamo e ci dispiace enormemente per l'accaduto.
Il primo settembre il furgone dei DISCO DRIVE è stato scassinato, e tutto il suo contenuto rubato: una batteria, un'altra mezza batteria, due bassi, una testata da basso, due casse da basso, due chitarre, un amplificatore da chitarra, due coni di un altro amplificatore da chitarra, una borsa di percussioni, due valigette di cavi e pedali, una sessantina di magliette, una cinquantina di cd. Persino un sacco a pelo. Ci resta giusto il tappeto per la batteria. E i vinili, che a quanto pare non fanno più gola nemmeno ai ladri.
Inutile dilungarsi. Chi di voi suona conosce la mole di passione, sacrifici, tempo e denaro che questo comporta. E avrà già capito. Chi di voi non suona, può provare ad immedesimarsi. Improvvisamente i nostri progetti (concerti, tour europeo, nuovo disco) sembrano più impegnativi, minati dallo sconforto e dalle difficoltà pratiche ed economiche enormi che ci attendono nei prossimi mesi.
Voi, se volete, potrete darci una mano in qualche modo:
- spargendo la voce alle vostre rubriche di email, tramite il vostro sito, al bar, dove volete;
- dando un'occhiata alla LISTA DETTAGLIATA del materiale rubato (che potete richiedere a mailto:andrea@discodrive.org, NdR), e avvertendoci immediatamente nel caso vi capitasse di vederlo in giro;
- facendoci sapere di eventuali strumenti e amplificatori usati che voi o dei vostri amici vogliate vendere;
- versando anche la più minuscola delle DONAZIONI tramite PAYPAL all'indirizzo mailto:bros@discodrive.org ed attendendo con fiducia fino a quando tempi più sereni ci permetteranno di ringraziarvi a dovere;
- organizzando anche il più minuscolo dei benefit: un concerto, una cena, una festa, qualunque cosa vi venga in mente. Sarebbe meraviglioso.
Noi nel frattempo proveremo a farcela ugualmente come sempre, ovvio.
Avanti sempre, indietro mai.
Alessio, Andrea, Jacopo
Disco Driveperturbazione