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giovedì, 28 dicembre 2006

2006: Un anno nella vita dei Perturbazione

 

Ok, lo sappiamo bene che internet ha velocizzato tutto e portato la musica fuori dalla catena alimentare dell’uscita-promozione-live-chiusi in sala a scrivere i pezzi nuovi. Ma un po’ funziona ancora così. Così nel senso che quando suoni e non fai un disco sembra che quell’anno lì non sei esistito. Ovviamente non è vero. Ovviamente non è stato vero neanche per noi. Nel 2006 siamo esistiti eccome. Magari un po’ nascosti, magari facendo l’uncinetto a casa, ma c’eravamo. Cioè, son successe un sacco di cose in realtà. E ora, in quel buco spazio-temporale che ogni anno si apre tra Natale e Capodanno - domanda: ma voi come lo impiegate il tempo, in questi giorni? - ora è un po’ il tempo di fare i bilanci. Prima dello zampone e delle lenticchie. Dopo il panettone e vostro prozio che non vedevate da circa 12 mesi e forse andava bene anche così. Allora, visto che ci volete bene e seguite sempre le nostre peripezie (ma in realtà anche se non ci volete bene fa poi uguale) andiamo un po’ a vedere che cosa è accaduto nel 2006 ai Perturbazione. Anche perché poi si tratta di premesse a qualcosa che succederà l’anno venturo.

Tipo: a gennaio eravamo più o meno in questa condizione. Un po’ come i Guns’n’Roses dei tempi migliori: alcuni che non si parlavano neanche, altri assopiti a distanza, qualcuno in trasferta, qualcun altro al lavoro. In quel periodo Tommaso stava ultimando il video di Animalia. L’ha poi completato la notte del 22 aprile, ma questo è un altro discorso (dai, Tomi, non t’incazzare, non fare il permalink! Si fa per ridere). Allora quindi a gennaio noi abbiamo detto questa cosa qui: dopo aver fatto un secondo mini tour in Puglia. Dopo essere andati per la prima volta in Sicilia ed essere tornati a casa in traghetto con gli ultras del Livorno che nottetempo occupavano la sala televisione fumando sigarette truccate, senza scarpe, impedendo l’accesso a chiunque, incluso uno sfrontato gruppo rock come il nostro (cioè, tanto l’odore bastava e avanzava). Dopo alcune ore di coda al porto di Palermo, in gennaio, accarezzati da un tiepido vento a circa meno 12 gradi, dopo insomma alcune di queste peripezie comunicammo ai nostri amati amici del booking (le persone che lavorano per e con noi, cioè, anche per e con noi, per organizzare i concerti) che non volevamo più suonare in primavera. Lì per lì ci hanno odiato. Dopo anche, ma insomma, abbiamo raggiunto un patto di non belligeranza. Ci vogliamo bene e hanno capito che non avevamo più benzina. Eravamo cotti da dieci mesi di concerti pressoché ovunque. Quando si vive tanto assieme in furgone l’ossigeno si comprime e le cose vanno di conseguenza.

Ci siamo presi alcuni mesi di pausa. Tomi ha finito il video di Animalia, moto bello, solite pacche sulle spalle, ma i nostri complimenti vi arrivano se siete riusciti a vederlo da qualche parte non alle 3.45 del mattino, fra una vendita di mobili e un tettedure.com. Intanto dovevamo pensare al disco nuovo, si suppone. Non state suonando dal vivo, almeno fate il disco nuovo. Qui si apre tutta la faccenda primaverile, che avremo modo di affrontare poi più avanti, nei prossimi mesi, sennò ci bruciamo tutto. Comunque per vie lunghe e complicate, quando noi proprio non ci pensavamo neanche e anzi Gigi ed Elena avevano appena avuto la conferma del fatto che nei prossimi mesi sarebbero stati voraci frequentatori di io bimbo barra iper bimbo, in quel periodo ci è arrivata un’offerta dalla EMI, nella sua directory Capitol. Ci è stata cioè fatta una proposta di contratto che noi abbiamo firmato in piena coscienza, sotto gli occhi vigili dei Beatles e sotto l’occhio gigantesco dei Pink Floyd (quello che faceva da gadget promozionale a non so più quale disco dei tardi ’80). Mancava Freddie Mercury, anch’egli EMI, ma insomma, eravamo già abbastanza. Ma di questa cosa sapete già per via dei gossip, però è stato piuttosto elettrizzante seguire le continue telefonate informative che ci facevamo a vicenda con alcuni nostri amici del rock che una volta erano indipendenti e poi sono passati a una major (ma anche si contano telefonate e incontri con giovani artisti del rock responsabili di percorsi inversi), così, per sapere come si trovavano e sapere quel che c’era da sapere. O capire.

Smaltito il pranzo per la firma del contratto abbiamo ripreso a suonare, facendo un po’ di date in estate. Un po’ a fari spenti, ma è andata bene così. Prima, alla fine di aprile c’era stato Volumi all’Idrogeno, una megamanifestazione tenutasi al PalaOlimpicoIsozaki o come si chiama per onorare Torino città capitale del libro (con Roma. Ma poi qualcuno ci spiega cosa vuol dire “con Roma”?). Il 23 aprile per noi è stata una giornata piuttosto memorabile. Abbiamo eseguito il Concerto per disegnatore e orchestra alla Cavallerizza, un posto in pieno centro a Torino. Mancavate solo voi (quelli che ancora non l’hanno visto, perché chiunque lo veda, e qua scusate se ce la tiriamo un filo, rimane abbastanza scioccato). Più tardi abbiamo suonato al PalaOlimpicoIsozaki o come si chiama, grazie all’invito gentilmente recapitatoci da Max Casacci dei Subsonica.

D’estate, in effetti è stato uno strano tour. Tipo che a Terni, forse per onorare Palermo, benché in pieno giugno, c’era un tiepido vento che portava la temperatura a meno 12 gradi. Da qualche parte tra Rovigo e Ferrara abbiamo suonato anche se caldamente invitati a non suonare (per timore della pioggia, così abbiamo percepito la metà del cachet: Perturbazione, i soliti signori! Anche in caso di mancata perturbazione). A Roma abbiamo suonato circa alle 2 e 20 di notte. Cioè, a quell’ora abbiamo cominciato. Però quei giorni a Roma sono stati veramente ma veramente belli. A passeggiare tra il Vaticano e Trastevere. Chiusi nella saletta dei Carpacho (Calcutta Abbey Road) che ci hanno prestato per provare dei pezzi nuovi. Apriamo una finestra per dire che i Carpacho sono grandissimi. Grandi persone e gran gruppo. A breve uscirà il loro nuovo album per la Sleeping Star e vedrete, vedrete, che ottimo disco che è. Nell’augurargli ogni fortuna, cogliamo di nuovo l’occasione per ringraziarli, perché siamo stati a Roma intabarrati nel loro studio-garage a buttare le basi del nuovo album. Qualcosa da quelle sessioni è venuto fuori.

Poi è arrivata l’estate piena, e con essa agosto e con esso le solite battute sul mese più freddo dell’anno. Ma il giorno più freddo dell’anno per noi è stato a metà settembre, quando ci siamo esibiti a Susa sotto un tendone, alias festa della birra. Nell’abbraccio notturno con i nostri cari, rientrati a casa (Rivoli e Susa distano qualche decina di chilometri) noi tutti sapevamo di carne alla griglia e salsicce. Prima di perderci nel sonno ci siamo tenuti la mano. E poi lo stomaco. E poi abbiamo messo i vestiti fuori dal balcone. Quella sera è stata con tutta probabilità la nemesi al concerto che in giugno abbiamo tenuto a Collegno, in pratica casa nostra. Tutta una girandola di emozioni, come si dice nei tg sportivi, che ancora adesso facciamo fatica a riassumere. Comunque c’era un sacco di gente, da vicino e da lontanissimo. A Susa, in definitiva, abbiamo pagato il conto.

Ti giri ed è già fin settembre. Per la prima volta il generoso gruppo rock Perturbazione va a suonare all’estero!? Responsabile di tutto ciò è Roberta Accettulli, sempre nei nostri cuori, con cui non si contano scambi di telefonate, incontri ed e-mail intercontinentali, anche quando lei era in tour in America con gli Afterhours (e con questo ne approfittiamo per ringraziare ancora Manuel: senza retorica, davvero, non avete idea dell’affetto profondo che intercorre fra noi, specie in un anno per tanti versi “perturbato”, ehm turbolento, come il 2006).

I concerti all’estero meriterebbero un capitolo a parte. Ma davvero. Che dire. Dovevate esserci. La prima serata, in Germania, in un auditorium spaventosamente bello, c’erano 30 spettatori. Che si sorbivano (di mercoledì sera, in pieno inizio di Champions League) le nostre canzoni agrodolci in italiano. Tomi (e con questo ci si rifà dell’amabile presa in giro di prima, tiè) è stato monumentale nello “switchare” in continuazione dall’italiano all’inglese, durante i concerti, i testi e le spiegazioni. Poi siamo finiti in Lussemburgo, a suonare in un ex penitenziario nel cuore della città che tuttora noi dubitiamo esista davvero, per la magnificenza del posto. Lì abbiamo fatto la scoperta della copiosa comunità italiana lussemburghese. Che in effetti il giorno successivo era abbastanza indecisa fra il voler limonare con una copiosa parte del nostro gruppo rock e cantare le canzoni durante il concerto. Questo mica per vantarsi, eh, sono solo cose che accadono nel rutilante mondo del rock, come direbbe il tg di studio aperto. Insomma, all’estero abbiamo avuto la remota sensazione che avrebbe anche senso tornarci. Ancora indecisi se per limonare o cantare le nostre canzoncine agrodolci a un pubblico di diversa lingua madre. Forse anche entrambe le cose.

Siamo tornati in Italia evitando la Svizzera. Mica per antipatia, ma solo perché Gigi aveva la carta d’identità scaduta. Gli era scaduta il giorno in cui siamo partiti. Alla frontiera un cortese ma fermo poliziotto di origine indubbiamente calabrese gli ha detto: chi è Giancursi? Lei lo sa che la sua carta d’identità oggi scade? Ah, e cosa pensa di fare? Senta, quando tornate? Ecco, quando tornate, evitate di passare di qua, sennò io l’arresto per espatrio clandestino. Quindi siamo tornati con la carta d’identità scaduta, facendo il giro del 76% degli autogrill francesi. Un’esperienza da non augurare neanche a Emilio Fede.

Una volta a casa, una volta chiusi alcuni tormentoni di quelli che fanno ridere solo noi ma che quando li raccontiamo ai nostri cari la prima cosa che ci dicono è per favore, è tardi (fra i tormentoni del 2006 svettano indubbiamente, per vostra curiosità somma: el matiton, vati mailand, chico, kinderfreund, stigazzi, ragazzi vi porto qualcos’altro, un dolce?, cervo e triciclo, anche nella variante cervo royale: belli vero? Non state già ridendo? Ma come?), dicevamo una volta tornati a casa si è aperta la voragine. Ragazzi, c’è da cominciare a fare il disco nuovo. Allora Tommaso è saltato su dicendo: è da gennaio che lavoro al disco nuovo, ho tutto pronto. E noi gli abbiamo chiesto: ma a gennaio non stavi facendo il video di Animalia? Qui, a seconda dei giorni, la discussione si interrompe e assume pieghe quanto più mutevoli. Con pazienza ci siamo messi a provare e provare e scrivere canzoni. Alcune le abbiamo provinate. Alcune le abbiamo tagliate. Altre tenute. Fra quelle tenute ce n’è una che doveva finire sui titoli di coda di un film italiano di prossima uscita, ma poi per ragioni anche qui complicate da raccontare (ma lo faremo, statene certi che lo faremo) non se n’è fatto niente. La canzone però rimane. L’ansia per il disco pure. Per bloccarla a un certo punto di novembre ci siamo tuffati in un’altra delle nostre mirabolanti avventure. Perché non ci basta vederci tutti i giorni faccia a faccia. Non ci bastano le prove e i dischi. I concerti. Concerto per disegnatore e orchestra. Ennò, c’è anche Le città viste dal basso, spettacolo musical-letterario basato sul tema delle città che abbiamo tenuto a Cuneo, al Teatro Toselli. Gli ospiti di quest’anno (ci sono sempre degli ospiti) erano: Meg, Giò (La Crus, Cuore Nudo), Remo Remotti e l’immarcescibile, come si dice nei tg tipo regionali di rai3, l’immarcescibile Emidio Clementi (Massimo Volume, El Muniria). Una bellissima esperienza. Anche a detta di quelli che sono venuti a vedere il concerto. Paragonabile per noi solo a un’altra cosa abbastanza allucinante in cui ci siamo imbattuti in luglio: ossia la sonorizzazione completa (e inedita) del primo film di Maciste. 70 minuti di film (restaurato) e noi che suonavamo sotto lo schermo. È bene ricordare che il Maciste dell’epoca (angolo promozionale: sebbene un gran film, innovativo per l’epoca, con un incastro di trame che alludeva tra l’altro in maniera pionieristica anche al western) non era esattamente un prodigio di intrecci narrativi. Abbiamo fatto del nostro meglio. Il pubblico anche. E insomma, alla fine siamo stati tutti felici e davvero contenti (al termine dell’esibizione, per festeggiare la vittoria mundial degli azzurri di Lippi abbiamo anche fatto il gesto di Toni quando segna: che canaglie questi Perturbazione!)

Insomma, consumata la bruma di fine novembre e un incontro sotto i portici con Cristiano Godano che passeggiava con un cappotto beige in pieno centro, a Cuneo, ci siamo rituffati nel disco (per un’etichetta di Cuneo abbiamo tra l’altro inciso in estate una cover di un pezzo dei Belle & Sebastian, traducendolo in italiano, lo trovate gratis in rete assai facilmente e ha avuto più successo delle nostre più rosee aspettative).

Siccome prima ancora di salutarci ormai tutti per prima cosa ci dicono: oh, ma non avete ancora aperto myspace? Dai, cosa aspettate? Dai, che voglio essere addato fra i vostri amici. Insomma, dopo molte pressioni l’abbiamo fatto. Quando abbiamo deciso di farlo abbiamo scoperto però che qualcun altro ci aveva già pensato per noi, aprendo una fan page. Questo qualcun altro ha le garbate coordinate di Cesare Zanin, che ci ha ceduto la pagina. Così ora se andate su www.myspace.com/perturbazione ci trovate. Lasciate i messaggini, se vi va: è un po’ un’altra stanza nella nostra casa virtuale, che poi tanto virtuale non è.

L’altra sera eravamo a cena tutti assieme. Anche noi facciamo la nostra cena aziendale natalizia. Tomi se n’è venuto fuori con un foglietto diviso in quadratini di cui non si capiva molto. Diceva che il tempo si divide così, quando si lavora in animazione (nel senso di cartoni animati, non Valtour). Ha preso il nostro 2006 e ha diviso anche quello in quadratini. Ha fatto il riassunto: un tour, i concerti all’estero, un video, due cover incise, due spettacoli nuovi di zecca portati a termine, un Concerto per disegnatore e orchestra. Diceva: non è poi male, no? No, non è poi male.

Quanto al disco: siamo a circa metà dell’opera e della registrazione. L’anno invece volge alla fine, si è completato da solo. Fra poco, qualche mese al massimo, torniamo. Aspettateci, non scappate. Sarà un anno importantissimo per 1000 ragioni. E speriamo altrettanto bello. Sono un po’ le solite parole per ringraziarvi del vostro affetto, a volte davvero così grande che stentiamo a credere di meritarlo. Ma insomma, basta con le menate, magari invece lo meritiamo davvero. Ci si risente presto. E speriamo che le nuove canzoni, il nuovo disco, i nuovi concerti e tutto il resto (sito, foto, myspace, video, parole e opinioni, spillette) vi garbino. Noi ce la mettiamo tutta per provare a raccontarvi che un gruppo non è solo quella catena alimentare dell’uscita-promozione-live-chiusi in sala a scrivere i pezzi nuovi. Ma che è anche altro, per esempio un pezzo di mondo da incrociare e ogni tanto trattenersi in tasca. Qualche volta ci riusciamo. Qualche volta no. O almeno, così ci sembra nel post-Natale del 2006 (a tutti i blogger intellettuali che indovinano quest’ultima citazione in omaggio una spilletta, eheheh).

Un abbraccio,

perturbazione 

Postato da: perturbazione a dicembre 28, 2006 20:42 | link | commenti (25) |

domenica, 10 dicembre 2006

Nuovo giro, nuovo regalo 

Zitti zitti e sornioni come al solito, in questi mesi abbiamo passato buona parte delle nostre esistenze a lavorare in saletta, per mettere a punto le canzoni che comporranno il nuovo disco.
Di conseguenza, ci scusiamo per la latitanza mediatica in merito a questa nuova fatica, ma noi stessi abbiamo avuto bisogno di un po’ tempo per metterla a fuoco (e ancora non ci siamo riusciti, com’è normale che sia). E allora – visto che l’inizio ufficiale dei lavori è alle porte – cerchiamo, per quel che ci è possibile, di colmare la lacuna e raccontarvi qualche dettaglio in più (sempre che vi interessi).

La data prescelta per il ritrovo della comitiva “Nuovo Disco Perturbazione” è domenica 10 dicembre, giorno in cui trasferiremo la residenza e lo spazzolino da denti a Collegno (To) presso il Garage Ermetico, studio di registrazione di fiducia (è il luogo dove risiede la nostra sala prove, oltre che essere la creatura di Cristiano e Maurizio, nostro fonico live). Qui – stretti tra il Villaggio Leumann, il bar dell’angolo popolato dalla più variegata umanità, il fido “Chico” (gestore di una pizzeria caratteristica con adesivi gadget con su scritto: Forza Toro, Forza Juve, Forza Inter e Forza Milan – niente vada sprecato! Ad ognuno il suo) e le delizie del Fornetto di Leumann – trascorreremo la maggior parte del tempo che va da adesso al 10 gennaio circa (vacanze di Natale comprese, sob… Ma per consolarci abbiamo comprato delle sfavillanti lucine natalizie rosse).
La formazione è sempre la stessa (e perché mai dovremmo privarci, dopo 15 anni, del piacere di trascorrere dell’ulteriore tempo insieme, per insultarci amabilmente tra una nota e l’altra?), con l’unica differenza che Elena (visto l’imminente parto) sarà purtroppo (beata lei…) costretta a non sottoporsi intensamente alle giornate in studio tipiche del sestetto che tanto amate, caratterizzate da orari ammazzacristiani, deliri di onnipotenza, sedute psichiatriche collettive e individuali, perdite di tempo inenarrabili, rutto e insulto libero.

Oltre a qualche malcapitato musicista cui chiederemo di suonare in alcune canzoni – alzandone così la qualità media e compensando la nostra preparazione musicale da Zecchino d’oro (oops, svelato il nostro segreto)-, ci accompagnerà per tutta la durata delle registrazioni (mixaggi compresi) un fonico fin troppo gentile ed educato per avere a che fare per un mese e mezzo con noi, ma che, essendo stato dichiarato “incapace di intendere e di volere” dal Tribunale di Trieste, ha immediatamente risposto di sì alla nostra richiesta di essere l’”uomo in più”. Stiamo parlando di Maurice Andiloro, noto per i suoi Breakfast e per un milione di produzioni in studio. Sarà lui a comandare mixer, microfoni e macchinari, oltre che porre un freno alla nostra schizofrenia e blandirci con il suo accento anglosassone.

Ma torniamo al disco, che uscirà su etichetta Capitol-EMI non prima di marzo inoltrato. Le canzoni che si sottoporrano alla “selezione naturale” dello studio di registrazione sono una quindicina: sono molto eterogenee e spaziano dal corredo più essenziale (piano e voce) a scosse super-pop(?), passando per tutte le sfumature che avete conosciuto in questi anni e che ancora non abbiamo avuto modo di farvi ascoltare. Cioè… Più o meno… Boh???!!! È davvero difficile spiegarvi come sono le nuove canzoni. Non lo sappiamo neanche noi!

Il disco ha già un titolo provvisorio che – sorry – per ora non vi possiamo rivelare. Ma vi possiamo rendere partecipi di una delle abitudini più surreali che ci contraddistinguono da anni: i titoli provvisori “di lavorazione” dei brani, cui (ahinoi!:-) dedichiamo più certosina cura e brillante esercizio di stile retorico che alle canzoni stesse. Chiunque abbia militato in un gruppo ne sa qualcosa. Eccone un’infornata: “Mela fuma”, “Massimo lerciume”, “W le figu”, “Banane e lampioni”, “Bobby Soul”, “Se mi scrigni”, “Hotel Califoggia”, “Stefan Hell”, “Stairway to Nedved”, “Brad Beat”, “Accarezzami il gatto”, “Making Plans for Maggio”, “My Sitter Is the Devil”.

Per fortuna ci obbligheremo a trovare titoli più sobri, come nella tradizione dei nostri celeberrimi cavalli di battaglia del passato, quali “Rocket Coffee”, “Why Lo-Fi Sucks in ’98?”, “Magik Mulatto” e il successo internazionale “Ti voglio laureato, raffinato, anticonformista quanto basta, con un forte senso dell'umorismo, del nord, dolcissimo, molto dolce” (Premio Strega 1999, Targa Guinness dei Primati 2000).
Questo è più o meno quanto ci è noto al momento del check-in. Il resto lo scopriremo in volo (sperando di non far la fine di John Locke e compagnia; oppure sì, ma a patto che ci sia Kate – siete anche voi tossicodipendenti di Lost?).

Ci piacerebbe tenere un piccolo diario e informarvi, quando troveremo 5 minuti di tempo, su quel che, strada facendo, sta accadendo. Vi promettiamo che cercheremo di trovarne 10, di minuti, e magari di pubblicare anche qualche scatto, oltre alle parole.

Per quanto vi riguarda, nell’attesa dell’uscita del disco, non potete far altro che votare il peggior titolo tra quelli sopra proposti.

perturbazione

Postato da: perturbazione a dicembre 10, 2006 02:56 | link | commenti (30) |

giovedì, 07 dicembre 2006

Sorridi, sei su youtube

Alcuni fatti di cronaca sono accomunati da una caratteristica. Esistono perchè esiste il web 2.0, ossia quella particolare condizione del nuovo millennio che ci permette di stare collegati 24 ore su 24, con una disponibilità di banda maggiore, e con la peculiarità di potere inviare ovunque dei filmati (finchè ce lo possiamo permettere, se già possiamo farlo).
Così, in una scuola di Torino, alcuni vengono sorpresi a molestare un ragazzo disabile; altrove un ragazzo filma gli exploit sessuali della sua compagna di una sera, adolescente, e divulga la scena su internet spingendola al suicidio; fuori dai confini alcuni militari zelanti (così ci viene detto) incappucciano e torturano i prigionieri di guerra e così via. Prepariamoci, perchè a scene come queste faremo l'abitudine. E lo scandalo si moltiplica. Improvvisamente veniamo a scoprire cosa si nasconde in tutte le pieghe dell'animo umano, non solo quelle che ci vengono mostrate a Buona Domenica (che già basterebbero!).

Eppure, in fin dei conti questa vicenda mi ricorda il processo di Norimberga, una farsa kolossal come Tangentopoli, o la guerra in Irak.  Nel primo caso l'umanità fu costretta ad osservare e a riflettere su cosa davvero fosse successo all'interno dei campi di concentramento. In un libro chiamato "Nazisti" (premio al titolatore per avere dissuaso la metà delle persone a comprarlo e per avere persuaso la restante metà a comprare un libro che parlava male dei loro beniamini), si cerca di analizzare la mentalità tedesca dell'epoca. La gente era o non era al corrente di quello che stava accadendo?

Io ho sempre pensato, e non ho ancora avuto una controprova, che noi siamo esattamente come i tedeschi dal 1933 al 1945. Ci renderemo conto delle cose quando saremo processati. O almeno quando processeranno storicamente qualche caprio espiatorio al posto nostro, speriamo. 

Se ci pensate, la differenza tra quello che è successo, e quello che potenzialmente succede ogni giorno, sta soltanto nel fatto che queste notizie sono state filmate, non nel fatto che siano accadute 'ex novo'. Ognuno di noi conosce almeno una storia sulla discriminazione nei confronti dei 'diversamente abili', una storia sulle vanterie sessuali di qualche ragazzo che, facendo nome e cognome, ci ha raccontato della bravura erotica della sua sventurata compagna di una sera, del fatto che gli eserciti non sono messi insieme per portare la pace.

Siamo 'diversamente nazisti'

gigi - perturbazione

Postato da: perturbazione a dicembre 07, 2006 15:52 | link | commenti (4) |