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lunedì, 14 maggio 2007

La polemica del mese (ehi, guarda che è la seconda nel giro di pochi giorni...)

Ma nessuno ha sottolineato che nessun politico è stato visto con la propria famiglia al Family Day.
-Ciao caro/cara, dove vai?-
-Esco, vado al Family Day a portare una testimonianza-
-E a me/noi non (mi) ci porti?-
-'Cazzo vuoi/volete? Stai/state a casa!-

gigi - perturbazione

 

Postato da: perturbazione a maggio 14, 2007 01:27 | link | commenti (19) |

giovedì, 10 maggio 2007

Bun out di gi-gi . La provocazione del mese.

Rimandiamoli a casa loro questi giamaicani extracomunitari come Capleton che inneggiando a tematiche omofobiche rubano il lavoro ad esimi nostrani quali Califano (cfr Avventura con un travestito), Elisabetta Gardini o ai ben più illustri compatrioti de Lo zoo di 105.

gigi - perturbazione

Postato da: perturbazione a maggio 10, 2007 13:44 | link | commenti (4) |

giovedì, 03 maggio 2007

E COSI' SIAE

Carteggiando online con degli amici di cui voglio farvi pubblicità conosciuti su un noto portale di cui non voglio fare pubblicità (!), siamo giunti a parlare della SIAE.
E mi sono accorto di non avere mai affrontato l'argomento anche se in tutti questi anni ho cercato di capirci qualcosa, sino a spacciarmi per esperto con chi voleva capirci qualcosa, come nella migliore tradizione italiana.
Ogni persona che si sia cimentata con la musica si è trovata in mano a fine serata il famigerato borderò, nome dall'etimologia incerta, forse deriva dal francese, forse è il futuro del verbo 'borderare' ma anche quest'ipotesi non sembra sostenuta dai linguisti di grido.
Nessuno sa quale sia il segreto per la compilazione di questo lenzuolo di carta. Ne girano più versioni e questo non fa che alimentare la confusione.
Dopo un concerto si ha l'adrenalina che chiede di farne un altro oppure di assumere liquidi e chiacchierare con tutte le persone che si incontrano, che è forse il motore per cui un viandante di questo secolo ha incominciato a suonare. Si parte così con due birre calate quasi alla goccia. Se considerate che ho quasi 36 anni e suono da 20, vi renderete conto che sto descrivendo un post-concerto da anziani. Per i più giovani, moltiplicate per tre tutti i liquidi che menziono.
Improvvisamente ci si sente bene, trascinati dal concerto e dagli incontri. Sono davvero poche le volte che capita questo stato di grazia e più gli anni aumentano e più ricercherete quest'attimo fuggente.
Invece arriva l'omino del borderò.
C'è chi sostiene che il borderò sia una strategia occulta del Vaticano per evitare gli incontri promiscui e il sesso occasionale tra i compilatori (in genere chitarristi o bassisti) e gli abitanti del pianeta. Non c'è niente di meno romantico di vedere un musicista dopo il proprio concerto alle prese con la burocrazia.
In più subentrano dei processi mentali mai sperimentati nelle accademie di psicologia o nei giochi televisivi. All'ignaro compilatore vengono richieste le domande più assurde (numero di iscrizione SIAE, codici fiscali, province d'Italia, autori di brani di cui si è fatta la cover. Non vale scrivere Rolling Stones per Angie. Occorre sapere CHI di loro l'ha scritta. Roba da smettere di suonare e fiondarsi diretti da Gerry Scotti).
Così tra la rabbia di incontri vanificati, pressione psicologica, calore, voglia di finire presto e ubriachezza, si comincia a scrivere con una calligrafia incerta. Ma subito balza all'occhio: SCRIVERE IN STAMPATELLO. Non esiste un modo alternativo di compilare il borderò, tipo allegare uno stampato tutte le volte uguale (sarebbe troppo facile, vero?).
Questo documento si presenta come la scheda dell'esame di scuola guida per cui non valgono cancellazioni e ci si immaginano le pene più severe, tipo braccio della morte o sanzioni amministrative per chi miseramente fallisce. L'omino del borderò ne ha uno solo e non c'è redenzione.
Vengono in mente tutti i soldi pagati alla SIAE e i benefici ricevuti e presto la compilazione si trasforma in bestemmia. C'è chi sostiene che il borderò sia  un complotto della chiesa satanica per allontanare i compilatori dal Vaticano.
Quando si è finito di compilare (il record del mondo di velocità credo di detenerlo io e si aggira intorno ai 25 minuti), tutti hanno finito i festeggiamenti ed è il momento di caricare il furgone.
C'è chi sostiene che il borderò sia un complotto del tuo gruppo.
Ma la frustrazione completa arriva nel momento dell'arrivo semestrale dei resoconti SIAE. Si scopre che tutta la fatica fatta per scrivere i titoli delle proprie canzoni (gli inesperienti hanno titoli molto lunghi. Se prendete 'In Circolo' esistono: I complicati pretesti del come, Per te che non ho conosciuto. Ora siamo a Casa Mia, On Off. Il prossimo disco arriveremo finalmente a A, B, C) non sono assolutamente ripagati. E non esiste un metodo per capire come sono stati ripartiti gli spiccioli in base alle canzoni faticosamente riportate e ora misteriosamente assenti. Ma passi. In Italia tolleriamo anche questo.
Solo che sul modulo le nostre performance rock in cui abbiamo spaccato chitarre, incendiato amplificatori, fatto stage diving, vengono chiamate 'concertini'. E li non ci vediamo più.

gigi - perturbazione

Postato da: perturbazione a maggio 03, 2007 00:13 | link | commenti (21) |