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lunedì, 02 luglio 2007

"...and if you can't change the world, then change yourself"

 

Qualche sera fa, miracolo delle tv locali che ancora resistono ai telefoni erotici...almeno fino ad una certa ora, ho visto un'intervista a Leonardo Chiariglione, indicato come "inventore dell'mp3", una definizione che suona sbrigativa. Come dire "inventore della ruota"...ma non è che la ruota si inventa dall'oggi al domani, sono studi e studi portati avanti da persone e persone...sì, poi ci sarà il progettista che disegna un cerchio o colui che la realizza, ma non credo si possa definire "l'inventore della ruota".

Comunque non era questa la riflessione, io in quanto aspirante musicista e autoproclamato discografico ho subito considerato interessante l'idea di fare due chiacchiere sulla discografia con "l'inventore dell'mp3".

Ora, il caso vuole che l'mp3 abbia gli stessi natali di Gianduja e che Leonardo Chiariglione, che ringrazio per la disponibilità, sia attualmente il capo del mio amico Angelo (di cui già scrissi sul blog molto tempo fa), quindi sono riuscito ad entrarci in contatto e a chiedere al papà del Public Enemy No.1 della discografia che cosa pensa dell'attuale mondo musicale (intendo in senso meramente industrial/commerciale), anche alla luce di un progetto nel quale è particolarmente coinvolto e che si chiama DMIN.IT, che sta per Digital Media in Italy, un progetto ambizioso e che potrebbe rivelarsi molto più importante, per l'intera industria/economia di un paese, di quanto saprei spiegarvi (pertanto vi consiglio di andare ad informarvi su www.dmin.it, appunto).

Il risultato è l'intervista che c'è qui di seguito.

 

<- L'altra sera L'ho vista intervistato in una rete locale, dove veniva

definito "inventore dell'mp3", possiamo dire che è così o ci sono

specifiche da fare?

 

Non capisco bene la domanda. MP3 esiste da 13.5 anni come standard ISO.

Quindi le specifiche "ci sono"

 

- In quanto inventore di uno dei sistemi di principale circolazione

della musica in rete, ha mai ricevuto minacce o anche solo accuse

dalle case discografiche?

 

No, assolutamente. Anzi fui chimato dalle case discografiche a fare

l'Executive Director della Secure Digital Music Initiative

 

- Lei che musica ascolta?

 

In generale qualsiasi musica che non sia invadente ed ossessiva. Devo

lavorare...

 

- La compra o la scarica gratuitamente?

 

La mia musica è di tue tipi. Quella che negli anni ho comperato io (vinile e

CD) e quella dei miei figli

 

- Il mondo della discografia è in crisi (che banalità, ndi) e molto

spesso (più nel passato, invero, come nel caso dell'attacco a Napster)

si è scagliato contro il mondo dell'informatica accusandolo di agevolare quella

che potremmo semplicemente definire la circolazione

dell'informazione...e cioè, ciò che è a base della propria attività.

D'altronde, l'informatica si è sempre difesa attribuendo alla

discografia una scarsa capacità di stare al passo coi tempi. Ora i

tempi sono leggermente cambiati e gli attriti ridotti, fatto sta che

la situazione della discografia resta di crisi. A mente fredda,

vogliamo tracciare una mappa delle responsabilità della discografia e

dell'informatica (ammesso che ce ne siano!)?

 

Dell'informatica (che chiamerei più in generale tecnologia) io non riesco a

trovare "responsabilità". Trovo invece che questa parola si possa applicare

all'industria discografica da una parte ed all'"imprenditoria" dall'altra.

L'imprenditoria è stata ricca di idee innovative, alcune forse più di là

della linea della legalità che di qua, ma l'industria discografica ha fatto

terra bruciata intorno ad ognuna di queste, anche quelle che "a sentimento"

potevano benissimo considerarsi al li qua della linea della legalità.

 

- D'altronde, se i dischi circolano gratuitamente in rete, anche i

software subiscono lo stesso destino: perché l'informatica allora non

è in crisi come la discografia? e cosa può consigliare la prima alla

seconda per riuscire a sopravvivere nel tempo del free download?

 

Penso che il paragone: software come contenuto in bit e musica come contenuto

in bit non sia corretto. Non perché non siano bit ma perché la percezione da

parte dell'utente è completamente diversa.

 

- Lei è parte del progetto Dmin.it (digital media in italia,

www.dmin.it) che si prefigge la creazione, attraverso la risoluzione

di problemi tecnico legali, di un mercato italiano in rete: ce lo

spiega meglio?

 

Il progetto dmin.it riguarda il creare le condizioni per cui l'Italia possa

sfruttare le opportunità offerte dalle tecnologie numeriche. La creazione di

un mercato italiano di contenuti numerici è il punto di partenza. Tale

mercato non va però pensato come qualcosa di monolitico ma come

un'infrastruttura tecnologica aperta a tutti e quindi a chi crea perché non

c'è più un'alta barriera all'ingresso come oggi (o firmi con una label o sei

fuori), che offre accesso (nessuno ha detto che debba essere gratuito, ma

certo a prezzi equi), che dà la possibilità a chi ha una grande idea di

business di poterla realizzare senza dover fare investimenti multimilionari,

che permetta di gestire micropagamenti per rendere possibile un mercato che

tratta ogni volta magari poche decine di euro. Certo, poi ci vuole un

ritocco alle leggi, per adeguarle al nuovo contesto, ma parliamo di poca

cosa rispetto ai vantaggi che vediamo possibili.

 

- Sempre parlando di Dmin.it, leggo che non c'è un mercato italiano:

sempre parlando di musica, secondo Lei quanto di questo è legato

all'oligopolio delle multinazionali? intendo dire, che la musica in

Italia (ma anche altrove) è quasi totalmente gestita da etichette che

non hanno sede principale nel nostro paese e quindi, probabilmente,

non hanno interesse ad investirci: può essere questo un motivo della

scarsa reattività del mercato italiano in materia?

 

Quando parlo di mercato italiano non parlo necessariamente di un mercato

della musica italiana. Anche se l'esistenza di questa piattaforma

tecnologica, che Lunedì 4 giugno abbiamo "scelto" ed ora passiamo a

realizzare, si applica a qualsiasi tipo di contenuto e di qualsiasi origine,

sono chiari i benefici della piattaforma riassumibili con il radicale

abbassamento della soglia d'ingresso alla catena del valore.>

 

cristiano - perturbazione

Postato da: perturbazione a luglio 02, 2007 17:57 | link | commenti (12) |


Commenti
#1   02 Luglio 2007 - 20:55
 
Grazie a Gigi per il plettro, grandissimo a Umbertide....continuate così!
utente anonimo

#2   03 Luglio 2007 - 12:43
 
Hola, sulla wiki http://wiki.dmin.it/ trovate una breve descrizione dei diversi prototipi che dovrebbero servire a dimostrare l'idea/le specifiche dmp. Sembra proprio che si sia passati ai... fatti :)
utente anonimo

#3   05 Luglio 2007 - 23:51
 
Chiariglione sarà a Italia Wave a parlare di digital media in italy. buona cosa no? :)
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#4   07 Luglio 2007 - 14:46
 
scusate la mia ignoranza...ma questo blog è scritto dai perturbazione? ho poco tempo e non riesco a leggere ora,ma se sì, siete grandissimi...complimenti di cuore, davvero.

mi farebbe piacere se leggeste il mio blog, vi ho citato nell'ulitmo post e messo il video di Agosto pochi giorni fa...grandi!!!

krepa
utente anonimo

#5   16 Luglio 2007 - 15:23
 
sinceramente ho trovato le risposte di chiariglione alquanto elusive e sicuramente l'impressione che ne viene fuori dall'intervista riportata è di una persona alquanto antipatica. A molte domande non ha praticamente risposto e quando ha parlato del progetto non ha detto niente di concreto ma solo la solita "fuffa" relativa alle intenzioni...
A volte un minimo di umiltà e affabilità non guasterebbe
bye
Dom.
utente anonimo

#6   17 Luglio 2007 - 13:27
 
ciao Cristiano, colgo l'occasione per salutarti informarti che "pianissimo fortissimo" è diventato il disco dell'estate ed associarmi al tuo pensiero che trova dmin un progetto davvero etsremamente ambizioso... ...Un saluto ai grandi Perturbazione
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#7   21 Luglio 2007 - 01:53
 
Graziegraziegrazie. *_*

Giada - da Napoli a Bellizzi.

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#8   21 Luglio 2007 - 12:31
 
La questione è piuttosto spinosa, ma sono d'accordo con Chiariglione quando dice che non c'è un mercato discografico degno di questo nome in Italia: è un fatto che procurarsi un album un po' più "ricercato" nel nostro Paese è un'impresa! E non parlo di certo dei Godspeed! You black emperor o di qualche astrusa band dell'underground di Oklahoma City, ma anche un "banale" disco nostrano, come può essere uno dei vostri. Sono certo più portato a scaricarmelo l'album, se poi quando vado al negozio non lo trovo. Ciò nonostante il fatto che i prezzi (anche quelli degli on-line stores, tipo jamendo) sono troppo alti. Credo sia necessario ripensare globalmente il valore della produzione musicale e cominciare a prendere atto della potenza dei meccanismi di rete: capire, insomma, che riuscire a campare con la propria musica (ma anche con ciò che si scrive in genere) va bene, ma non molto di più e soprattutto non all'infinito. L'arte deve essere un bene comune. Un po' come "Why don't you stay" dei Perturbazione (a proposito, ho sentito la versione degli American Music Club e, secondo me, è meglio la vostra).
Da (Nola a) Bellizzi (e di nuovo a Nola) con bellezza,

saluti aperti!
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#9   21 Luglio 2007 - 14:59
 
Oh Sleeping, come sei adorabilmente diligente!
Io sono tutta emotività.
Infatti ieri in macchina lui guidava e io dormivo, collassata su spalle amicali.
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#10   22 Luglio 2007 - 13:37
 
...grandi perturba...sono stato a sentirli a Bellizzi ed è stato meraviglioso...come fare per restare aggiornato sul tour settentrionale?
Lascio qui la mia mail:giovyottantotto@hotmail.it.
Aggiornate il blog....
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#11   25 Luglio 2007 - 19:44
 
OK, laprimafilaabellizzi sta monopolizzando i commenti.
Propongo un golpe.
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#12   26 Luglio 2007 - 12:03
 
Ciao ragazzi!
Martedì (24/7) ero al vostro concerto in Piazza Verdi a Bologna e, a parte i bizzilioni di complimenti meritatissimi e tutto quello che di positivo la mia mente potrebbe regalarvi, sono qui perchè vorrei sapere il titolo della poesia recitata durante il concerto. E' possibile?
Grazie mille! :)
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